Braggio

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Riassunto

Comune GR, Circolo Calanca, Distretto Moesa; (1419: Bragio). Situato su un pianoro a 1320 m, sulla sponda sinistra della Valle Calanca, Braggio è raggiungibile solo con una teleferica (dal 1961) e con una strada mulattiera. Popolazione: 123 abitanti nel 1850, 108 nel 1900, 98 nel 1950, 54 nel 1990, 62 nel 2000. Braggio faceva parte del comune di Calanca, quale mezza degagna, fino al 1851, quando divenne comune autonomo. La chiesa parrocchiale di S. Bartolomeo, menzionata già nel 1611, fu consacrata con il cimitero nel 1633. L’economia alpestre e l’apporto degli emigranti (vetrai, ragiaioli) furono per lungo tempo i cardini economici di Braggio; attualmente l’agricoltura viene ancora praticata in modo assiduo da alcune famiglie. Nel 1934 è stato effettuato il raggruppamento dei terreni e nel 1976 sono stati ripristinati i ripari valangari; il piano regolatore comunale è del 1979. Nel 1973 è stata definitivamente chiusa la scuola comunale; l’edificio è da allora utilizzato come ostello per la gioventù.

 

Fonte: C. Santi, «Arvigo», in Dizionario storico della Svizzera [pubblicazione elettronica DSS], versione del 17.11.1997.

Alcuni dati importanti riguardanti la calanca
500 - 400 a.C.

Primi abitanti a Castaneda


12.08.1296

Si firma l’atto che fissa i confini tra il comune di Roveredo-S.Vittore e quello di Calanca. La Calanca è rappresentata dai suoi dodici delegati


09.11.1484

Vengono stabiliti i confini con Grono

 

1496

La Calanca entra a far parte della lega Grigia


1796

La Calanca si divide, politicamente, in Esterna e Interna
Calanca Esterna: Sta. Maria, Castaneda Buseno e Cauco
Calanca Interna: Arvigo-Landarenca, Braggio-Selma, Sta. Domenica-Augio e Rossa-Sabbione


1830 - 1831

Costruzione della strada di valle


1851

La Calanca costituisce il 3° Circolo del distretto Moesa


1866

Spartizione dei beni Patriziati, rimasti in comunione sino ad allora


1875

Prime scoperte di tombe preistoriche nella Necropoli di Castaneda


1932

Introduzione della luce elettrica


1962 - 1964

Costruzione della nuova strada di collegamento con la Mesolcina, tra Grono e Buseno, ponte sulla Calancasca


Storia del comune di Braggio

Sembra che la Calanca Esterna sia colonizzata dall’uomo prima di quella Interna. L’uomo si stabilisce invece in Calanca Interna solo più tardi, circa un secolo prima dell’Era Cristiana, probabilmente spinto lassù dall’incremento demografico che si registra nella vicina Val Mesolcina.

Dopo il Vicariato di Mesolcina e Calanca del 1435, appare, con l’entrata della Mesolcina e della Calanca nella Lega Grigia nel 1496, la quarta squadra (dell’ottavo Comun grande di Mesolcina e Calanca), suddivisa in vicinanze – tra cui quella di Braggio – che sono entità comunali simili a quelle odierne. Le riunioni volte alla gestione delle questioni comunali delle vicinanze si tengono a Buseno e ad Arvigo, mentre la residenza del ministrale è sita in Sta. Maria. Dal 1536 la Calanca si separa dalla Mesolcina e si costituisce in Vicariato proprio con giurisdizione civile.

Quanto alle origini del Comune di Braggio regna molta incertezza. L’ipotesi avanzata da Adriano Bertossa nella sua Storia della Calanca è che esistano anzitutto quattro comuni antichi: Castaneda, Sta. Maria, Buseno e Rossa. Solo più tardi si costituiscono gli altri comuni della valle. Braggio, appartenente alla Calanca Interna, risale apparentemente all’Era pre-cristiana, come lo indicano i nomi che l’attuale Arvigo ha posseduto nel tempo: Bragium nel periodo precedente l’Era cristiana e Bragi in seguito.
Nel 1796, con la divisione tra Calanca Esterna e Calanca Interna, Braggio si trova a far parte di quest’ultima, con Rossa e Arvigo che si alternano nella funzione di capoluogo, benché le assemblee si tengano in Selma. Un ulteriore divisione, nel 1823, ha lo scopo di stabilire l’ordine gerarchico dei comuni (o degagne) che compongono le due giurisdizioni della Calanca: quella Interna e quella Esterna. Così, diverse frazioni – che fino ad allora contavano come comuni a sé stanti con diritto di voto nella General Valle di Calanca – sono inglobate da altri comuni (è ciò che oggi chiameremmo “fusione dei comuni”). E’ il caso di Braggio che raggiunge il comune di Selma per creare una delle quattro mezze degagne della Calanca Interna.
Con questa nuova organizzazione territoriale si riducono ad otto i comuni della Calanca. Ciò comporta che tre dei vecchi comuni perdono la libertà e l’indipendenza a scapito forse di rapporti intercomunali fino ad allora senza troppi screzi. Così Braggio ha diverse questioni da regolare con gli altri comuni della Calanca. Innanzi tutto con Sta. Maria a causa della residenza della vicinanza. Questa questione si risolve nel 1623, col giudizio del magistrato di Calanca, in favore di Sta. Maria. Nel 1647 Braggio si oppone a Selma sulla dissidio per il carico dell’alpe di Naucolo, diviso tra i due comuni. Nel 1656 è di nuovo la volta di Sta. Maria per la cagione della sosta di Calvarese sorano. Fino al 1800, Braggio ha parecchie questioni con dei privati e con alcune mezze degagne, appianate spesso con degli arbitrati. Tra queste, spicca per importanza la vertenza del 1799 con Arvigo, circa la proprietà del territorio di Golva. Dichiarato territorio di Arvigo, Braggio ha il diritto di pignorare nel caso di trasgressione dei limiti da parte del bestiame.
E’ interessante, per stabilire la storia dei comuni, studiare l’aspetto religioso delle comunità. In particolar modo, la costruzione e la costituzione delle Parrocchie – istituzioni che assumono un ruolo politico molto importante – ci informa sulla gerarchia esistente tra i comuni della valle.
Nel XVI secolo esistono in valle solo due parrocchie: Sta. Maria (sede della chiesa matrice) e Sta. Domenica. Braggio dipende allora da Sta. Maria. Nel 1656 il vescovo Giovanni VI dà a Braggio il permesso di avere un cappellano. La vicinanza coglie l’occasione e si costituisce in cappellania. Nel 1674 ottiene pure il permesso di amministrare tutti i sacramenti nella cappellania, con Sta. Maria che si oppone invano. Per diversi anni ancora sussistono questioni con Sta. Maria legate alle tasse. Nel 1757 Braggio inoltra al vescovo la domanda di separazione da Sta. Maria, motivandola con il fatto che i curati non vogliono rimanere lassù con lo statuto di semplici cappellani dipendenti dai padri di Sta. Maria. Nel 1767, Braggio si separa da Sta. Maria e si costituisce in parrocchia indipendente.

 

Fonte: A. Bertossa, Storia della Calanca, Poschiavo, 1937.

 

La storia recente è storia di spopolamento, principalmente dovuto al movimento naturale della popolazione e all’emigrazione. Il primo si manifesta con una natalità sempre inferiore ed una mortalità che rimane comunque rilevante in proporzione al numero della popolazione residente. Nel decennio 1960-1970 Braggio presenta un movimento naturale passivo, essendo il numero dei decessi superiore al numero delle nascite. Ciò comporta un invecchiamento della popolazione, il cui indice supera quello del 48% giudicato “normale”. Quanto all’emigrazione, possiamo dire che si tratti di una tradizione per i calanchini, spinti ormai lontano alla ricerca di nuove possibilità economiche. L’unica risorsa economica del comune è l’agricoltura che, dai dati del 1960 occupa 36 persone (20 uomini e 16 donne) su di un totale di 40 persone attive. Tra il 1908 e il 1909, Braggio si dota di una stretta strada che lo collega al fondovalle. Questa, sterrata e insufficientemente larga, non può però essere utilizzata da automobili. Per questa ragione, il Cantone dei Grigioni sovvenziona nel 1962 la costruzione di una teleferica che collega Arvigo a Braggio. Oggi, questa teleferica è completamente automatica e dà più indipendenza alla popolazione del Comune.


Fonte: S. Tamò, Il problema economico della fusione dei comuni della Valle Calanca, Poschiavo, 1970.